Filosofia

IL LEGNO LAMELLARE

  

 

 

1.1 Il legno lamellare: pregi e difetti

Il legno lamellare è un modo nuovo di usare un materiale antico quanto la storia abitativa dell’uomo.

L’impiego del legno lamellare, come materiale ed elemento strutturale, trova sempre più spazio e credito nel settore costruttivo offrendo possibilità alternative e concorrenziali, soprattutto nel settore di strutture a grandi luci e dimensioni (le dimensioni sono solo condizionate dai limiti imposti dal trasporto) e in quello della ristrutturazione (si fa presente che la maggior parte delle costruzioni nei centri storici ha l’orditura dei solai e dei tetti realizzata in legno).

La novità tecnologica di questo materiale è di essere ottenuto mediante l’incollaggio di assi (lamelle) di legno di limitata larghezza e lunghezza, in modo da formare elementi strutturali ad ampia flessibilità compositiva e formale, non disgiunta da una certa validità estetica (archi anche a sezione variabile). Ulteriori vantaggi derivano dalla possibilità di una prefabbricazione che consente di ottenere un materiale con caratteristiche di omogeneità ed uniformità di resistenza superiore alla corrispondente essenza legnosa, nonché un migliore sfruttamento della materia prima (il legno) con minore scarto di materiale, che diventa sempre più raro e costoso sul mercato mondiale.

Pertanto, già il processo produttivo del lamellare offre indicazioni importanti per il suo impiego. La possibilità di curvare il lamellare con raggi di curvatura intorno ai cinque metri per normale lavorazione (che però si può spingere anche sotto i due metri usando 3 microlamelle), era impensabile con il legno tradizionale. Tale possibilità consente non solo di aumentare le tipologie strutturali, ma soprattutto di adattare gli elementi strutturali a prefissate esigenze,come la riduzione degli spazi da riscaldare (piscine con coperture curvilinee), o, come nel caso el tennis di seguire con l’intradosso della copertura la linea d’ingombro regolamentare per il gioco.

Non trascurabile è la motivazione ecologica (bioedilizie) legata al così detto “impatto ambientale”. La ricerca di materiali che non siano inquinanti e possano rigenerarsi come il legno ripropone, tale materiale ed i suoi derivati in una posizione di primaria attenzione. Una oculata programmazione di taglio e di piantumazione e degli alberi non solo non arreca alcun danno ambientale, ma può continuamente fornire del legno da impiegare nell’edilizia. Si pensi, inoltre, ai problemi legati alla demolizione e smaltimento di strutture in c.a.. Dal disuso delle strutture in legno, oltre al più semplice smantellamento, si può ricuperare almeno l’energia combustibile.